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CAM & Sostenibilità

CAM arredi per interni 2022: cosa sono e come renderli a prova di gara

7 min di lettura · aggiornato al 06/06/2026

Una guida pratica per funzionari e RUP che spiega cosa sono i CAM arredi, quali requisiti tecnici e certificazioni richiedere e come renderli verificabili in gara, trasformando un obbligo normativo in un criterio di selezione del fornitore giusto.

Per molti uffici acquisti i criteri ambientali minimi arredi ufficio 2022 rappresentano ancora una zona grigia: un adempimento percepito come complesso, da gestire all'ultimo momento. In realtà i CAM sono uno strumento semplice e potente, che consente all'ente di selezionare arredi durevoli, salubri e a basso impatto ambientale, e al tempo stesso di proteggersi sul piano giuridico. In questo approfondimento vediamo cosa sono, come inserirli correttamente in un capitolato e come verificarli, perché un fornitore davvero conforme è il primo alleato del RUP.

Cosa sono i CAM e perché oggi sono obbligatori in ogni appalto

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti con specifici decreti del Ministero dell'Ambiente per le diverse categorie di forniture e servizi. Per molto tempo sono stati associati esclusivamente alle cosiddette "gare verdi", quasi fossero un'opzione riservata agli enti più sensibili al tema della sostenibilità. Questa lettura è oggi superata.

Con il nuovo Codice dei contratti pubblici, il D.Lgs. 36/2023, l'applicazione dei CAM è diventata un obbligo trasversale. L'articolo 57 stabilisce che le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali inserendo nella documentazione di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM adottati con decreto ministeriale. Non si tratta quindi di una facoltà legata alla tipologia di procedura: ogni appalto di fornitura di arredi, indipendentemente dall'importo e dalla forma, deve recepire i criteri pertinenti. Ignorarli espone l'ente a contestazioni, ricorsi e responsabilità erariale.

Il DM CAM arredi per interni 2022: ambito e requisiti tecnici

Il riferimento normativo per il mobilio d'ufficio è il Decreto del Ministero della Transizione Ecologica dell'aprile 2022, che ha aggiornato e sostituito i precedenti criteri dedicati agli arredi per interni. Il decreto si applica all'acquisto, al noleggio e ai servizi che hanno per oggetto mobili e complementi destinati ad ambienti interni: scrivanie, scrivanie operative e direzionali, armadiature, cassettiere, sedute operative e da attesa, tavoli riunione, pareti attrezzate e arredi su misura.

I principali requisiti tecnici riguardano:

  • Provenienza sostenibile del legno e dei materiali a base legnosa, con percentuali minime da fonti gestite responsabilmente o riciclate.
  • Limiti alle emissioni di formaldeide e di composti organici volatili (COV), per garantire la qualità dell'aria interna negli ambienti di lavoro.
  • Restrizioni sull'uso di sostanze pericolose nelle finiture, nei collanti, nelle vernici e nei rivestimenti.
  • Durabilità, riparabilità e disassemblabilità dei prodotti, in ottica di economia circolare e di riduzione dei rifiuti.
  • Imballaggi realizzati con materiali riciclabili e ridotti al minimo necessario.

Il decreto distingue tra criteri di base (obbligatori, da inserire come specifiche tecniche e clausole contrattuali) e criteri premianti (facoltativi, utilizzabili per attribuire punteggio aggiuntivo in sede di valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa).

Le certificazioni che dimostrano la conformità

Il valore dei CAM sta nella loro verificabilità: ogni requisito deve poter essere dimostrato con documentazione oggettiva. Le principali certificazioni e prove che un fornitore serio è in grado di esibire sono:

  • FSC o PEFC per attestare la provenienza del legno da foreste gestite in modo sostenibile, lungo l'intera catena di custodia.
  • EPD (Environmental Product Declaration), la dichiarazione ambientale di prodotto basata sull'analisi del ciclo di vita, sempre più richiesta come criterio premiante.
  • ISO 14001, che certifica un sistema di gestione ambientale strutturato presso il produttore.
  • Rapporti di prova sulle emissioni di formaldeide (ad esempio classe E1 o equivalenti) e sui COV, rilasciati da laboratori accreditati.
  • Etichette ecologiche di tipo I, come Ecolabel UE, che presumono la conformità a numerosi criteri.

Un'azienda strutturata mette a disposizione del RUP un fascicolo tecnico completo già in fase di offerta. Il nostro catalogo raccoglie prodotti accompagnati dalle relative certificazioni, così da semplificare l'istruttoria di gara.

Come inserire correttamente i CAM in capitolato e nei criteri di aggiudicazione

Per essere efficaci, i CAM vanno tradotti in clausole chiare. Suggeriamo al RUP di:

  • Richiamare espressamente il DM CAM arredi per interni 2022 nel disciplinare e nel capitolato tecnico.
  • Trasformare i criteri di base in specifiche tecniche e clausole contrattuali vincolanti, indicando per ciascuna i mezzi di prova ammessi.
  • Utilizzare i criteri premianti per assegnare punteggio tecnico nell'OEPV, valorizzando EPD, contenuto di riciclato, garanzia estesa e disponibilità di ricambi.
  • Indicare i corretti codici CPV della categoria mobili (gruppo 391xxxxx) per la classificazione della procedura.

Quando l'acquisto avviene tramite MePA o convenzioni Consip, è opportuno verificare che i bandi e i metaprodotti scelti recepiscano già i CAM aggiornati, integrando la documentazione dove necessario con richieste specifiche al fornitore.

Verifica in esecuzione: cosa deve esigere il RUP

L'obbligo non si esaurisce con l'aggiudicazione. In fase di esecuzione il RUP deve verificare la conformità di quanto effettivamente consegnato. È buona prassi richiedere all'aggiudicatario, prima del collaudo o della verifica di conformità, le certificazioni nominative aggiornate, i rapporti di prova e le schede tecniche dei prodotti consegnati, controllando la corrispondenza con quanto offerto in gara. Eventuali difformità vanno gestite con le clausole contrattuali e, se previsto, con le penali.

Conseguenze del mancato rispetto dei CAM

Trascurare i CAM non è privo di rischi. Per l'ente, l'omessa o errata applicazione può determinare l'illegittimità della procedura, con possibili annullamenti in autotutela o in sede giurisdizionale, oltre a profili di responsabilità amministrativo-contabile. Per l'aggiudicatario, la fornitura di arredi non conformi a quanto dichiarato può comportare risoluzione del contratto, applicazione di penali, escussione delle garanzie e segnalazioni. È evidente come la scelta di un fornitore realmente conforme tuteli entrambe le parti.

Conclusione: i CAM come criterio di selezione, non come ostacolo

I criteri ambientali minimi non sono un appesantimento burocratico ma una bussola per scegliere arredi di qualità, sicuri e duraturi. Affidarsi a un partner che padroneggia la normativa e fornisce la documentazione completa significa ridurre i tempi di gara e azzerare il rischio di contestazioni. Della Rovere Office & Contract affianca enti e RUP nella stesura dei capitolati conformi e nella fornitura di arredi certificati. Richiedi un preventivo e ricevi una quotazione su misura con il dettaglio delle certificazioni CAM disponibili.

Domande frequenti

I CAM arredi si applicano anche agli acquisti su MePA e tramite Consip?

Sì. L'obbligo deriva dal D.Lgs. 36/2023 e prescinde dalla modalità di acquisto. Anche negli ordini su MePA o nelle convenzioni Consip la stazione appaltante deve assicurarsi che i prodotti rispettino i criteri ambientali minimi, integrando se necessario la richiesta di certificazioni al fornitore.

Quali documenti deve fornire il fornitore per dimostrare la conformità ai CAM?

In genere certificazioni FSC o PEFC per il legno, rapporti di prova su formaldeide e COV, eventuali EPD ed Ecolabel, oltre alla certificazione ISO 14001 del produttore. Un fornitore strutturato consegna un fascicolo tecnico completo già in fase di offerta e lo aggiorna in esecuzione.

Cosa rischia l'ente se non inserisce i CAM nel capitolato?

La procedura può risultare illegittima ed essere annullata in autotutela o a seguito di ricorso, con possibili profili di responsabilità erariale per i soggetti coinvolti. Per questo è essenziale richiamare il DM CAM arredi 2022 e tradurre i criteri di base in clausole vincolanti.

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