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Come acquistare arredi per ufficio sul MePA: guida completa per la PA (2026)

7 min di lettura · aggiornato al 09/06/2026

Una guida pratica e passo-passo per RUP e uffici acquisti della PA che devono comprare arredi per ufficio sul MePA: dalla categoria merceologica all'ordine, evitando gli errori più comuni.

Acquistare arredi per ufficio sul MePA sembra complicato la prima volta, ma seguendo un percorso ordinato il processo è più lineare di quanto appaia. Questa guida accompagna RUP e uffici acquisti della Pubblica Amministrazione dalla ricerca del catalogo fino all'emissione dell'ordine, con riferimenti puntuali al Codice dei contratti pubblici, alle convenzioni Consip e ai Criteri Ambientali Minimi. L'obiettivo è uno solo: farvi arrivare all'ordine corretto senza intoppi.

1. Individuare la categoria merceologica e i codici CPV degli arredi

Il primo passo per capire come acquistare arredi per ufficio sul MePA è collocare correttamente la fornitura dal punto di vista merceologico. Gli arredi per ufficio rientrano nel CPV 39130000-2 "Mobili per ufficio", all'interno della più ampia famiglia CPV 39000000 (mobili, arredi e prodotti per la pulizia). A seconda dello specifico fabbisogno potrete utilizzare codici affini:

  • 39131000-9 – scaffalature per ufficio;
  • 39132000-6 – sistemi di archiviazione (classificatori, cassettiere);
  • 39112000-0 – sedie e sedute operative;
  • 39121000-6 – scrivanie e tavoli da lavoro.

Sul portale Acquisti in Rete della PA gli arredi sono raggruppati nel bando/categoria dedicata all'arredamento. Quando lanciate una ricerca a catalogo, partite dalla categoria merceologica e affinate con i CPV: questo garantisce che gli operatori economici visualizzati siano effettivamente abilitati alla fornitura di arredi e che il confronto avvenga tra prodotti omogenei. Indicare il CPV corretto negli atti di gara è inoltre un requisito formale che evita contestazioni in fase di controllo.

2. I tre strumenti del MePA a confronto: OdA, RdO e Trattativa Diretta

Il Mercato Elettronico mette a disposizione tre modalità di acquisto. Scegliere quella giusta è decisivo per la legittimità e la velocità della procedura.

Ordine Diretto di Acquisto (OdA)

È lo strumento più rapido: si acquista un prodotto già a catalogo alle condizioni pubblicate dal fornitore abilitato, senza negoziazione. È ideale quando l'arredo soddisfa già le vostre esigenze tecniche e il prezzo è congruo. Un singolo clic genera un documento d'ordine con valore contrattuale.

Trattativa Diretta (TD)

Permette di negoziare con un solo operatore economico condizioni, prezzo e personalizzazioni (finiture, misure, montaggio). È perfetta per l'affidamento diretto quando avete individuato un fornitore in grado di rispondere a un fabbisogno specifico, ad esempio un allestimento su misura.

Richiesta di Offerta (RdO)

Consente di mettere in competizione più operatori sulla base di un capitolato. È la scelta naturale quando l'importo richiede una procedura comparativa, quando il fabbisogno è complesso (fornitura + posa + progettazione) o quando volete massimizzare il confronto concorrenziale con criterio del minor prezzo o dell'offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV).

In sintesi: OdA per acquisti semplici e immediati, Trattativa Diretta per affidamenti diretti negoziati con un fornitore, RdO per il confronto competitivo tra più operatori.

3. Soglie di affidamento diretto secondo il D.Lgs. 36/2023

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) disciplina gli affidamenti sotto soglia all'art. 50. Per le forniture e i servizi, come gli arredi per ufficio, le stazioni appaltanti possono procedere con:

  • affidamento diretto fino a 140.000 euro, anche senza consultazione di più operatori, motivando adeguatamente la scelta;
  • procedura negoziata previa consultazione di almeno cinque operatori per importi pari o superiori a 140.000 euro e inferiori alla soglia comunitaria.

Anche nell'affidamento diretto restano fermi i principi di economicità, efficacia, rotazione e congruità del prezzo. È buona prassi acquisire almeno un preventivo o un confronto a catalogo per documentare la convenienza dell'offerta. Verificate sempre le soglie aggiornate e i regolamenti interni della vostra amministrazione, che possono prevedere limiti più stringenti.

4. Verifica preliminare: convenzioni Consip e obbligo di confronto

Prima di procedere autonomamente, la normativa impone una verifica obbligatoria sulle convenzioni Consip e sugli accordi quadro attivi. Se esiste una convenzione attiva relativa agli arredi:

  • le amministrazioni statali, le scuole e le università sono di norma tenute ad aderirvi;
  • gli altri enti possono acquistare autonomamente solo a condizioni migliorative rispetto ai parametri prezzo-qualità della convenzione, dandone evidenza negli atti.

Consultate quindi il portale Consip per verificare la presenza di una convenzione "arredi" o di un accordo quadro attivo. In assenza di convenzione, oppure quando il MePA offre condizioni più vantaggiose adeguatamente motivate, potete procedere con OdA, RdO o Trattativa Diretta. Documentare questa verifica preliminare è essenziale per superare i controlli della Corte dei conti e degli organi di revisione.

5. Check-list documentale: capitolato, CAM e certificazioni

Una fornitura di arredi ben istruita richiede una documentazione completa. Ecco gli elementi da non dimenticare:

  • Capitolato tecnico: descrizione dei prodotti, dimensioni, materiali, finiture, quantità, tempi di consegna, montaggio e garanzia;
  • Criteri Ambientali Minimi (CAM): per gli arredi è in vigore lo specifico decreto CAM "arredi per interni". Il rispetto dei CAM è obbligatorio e va richiesto a pena di non conformità;
  • Certificazioni di prodotto: conformità alle norme UNI EN sui mobili per ufficio (resistenza, stabilità, sicurezza), schede tecniche ed emissioni di formaldeide entro i limiti;
  • Documentazione ambientale del fornitore: certificazioni di gestione (es. ISO 14001) e tracciabilità dei materiali, ove richieste dai CAM;
  • DURC e requisiti generali: regolarità contributiva e assenza dei motivi di esclusione ex art. 94-95 del Codice.

Affidarsi a un fornitore abilitato che padroneggia i requisiti CAM riduce drasticamente il rischio di forniture non conformi. Potete consultare il nostro catalogo per individuare arredi già rispondenti ai criteri ambientali e alle norme tecniche.

6. Errori frequenti che bloccano o invalidano l'ordine

Conoscere gli errori più comuni vi farà risparmiare tempo e contestazioni:

  • Saltare la verifica delle convenzioni Consip: l'acquisto autonomo senza confronto può essere annullato e generare responsabilità;
  • CPV errato o categoria sbagliata: porta a confrontare prodotti non omogenei o a coinvolgere operatori non abilitati;
  • Omettere i CAM nel capitolato: rende la fornitura non conforme e impugnabile;
  • Capitolato generico: descrizioni vaghe generano offerte non comparabili e contenziosi sui prodotti consegnati;
  • Frazionare artificiosamente l'importo per rientrare nelle soglie: pratica vietata e sanzionabile;
  • Trascurare montaggio e logistica: per gli arredi, posa in opera, ritiro imballi e accesso ai locali vanno definiti nel capitolato.

Conclusione: affidatevi a un partner che semplifica il MePA

Acquistare arredi per ufficio sul MePA è un percorso fatto di passaggi precisi: corretta categoria e CPV, scelta dello strumento giusto, rispetto delle soglie, verifica Consip, capitolato completo e conformità CAM. Della Rovere Office & Contract è un fornitore abilitato al MePA che affianca RUP e uffici acquisti in ogni fase, dalla configurazione del prodotto alla documentazione tecnica e ambientale. Richiedi un preventivo e ricevi una quotazione personalizzata, completa di scheda tecnica e requisiti CAM, pronta per la tua procedura sul MePA.

Domande frequenti

Quale CPV devo usare per acquistare arredi per ufficio sul MePA?

Il codice di riferimento è il CPV 39130000-2 "Mobili per ufficio". A seconda del fabbisogno si utilizzano codici affini, ad esempio 39112000-0 per le sedute, 39121000-6 per scrivanie e tavoli, 39132000-6 per i sistemi di archiviazione. Indicare il CPV corretto negli atti garantisce confronti omogenei e operatori effettivamente abilitati.

Fino a quale importo posso usare l'affidamento diretto per gli arredi?

Secondo l'art. 50 del D.Lgs. 36/2023, per forniture e servizi l'affidamento diretto è consentito fino a 140.000 euro, anche senza consultazione di più operatori, purché si motivi la scelta e si garantisca la congruità del prezzo. Sopra tale soglia e sotto quella comunitaria si applica la procedura negoziata con consultazione di almeno cinque operatori. Verificate sempre i regolamenti interni del vostro ente.

Devo verificare le convenzioni Consip prima di acquistare sul MePA?

Sì. La verifica delle convenzioni Consip e degli accordi quadro attivi è un passaggio obbligatorio. Se esiste una convenzione attiva sugli arredi, le amministrazioni statali sono tenute ad aderirvi, mentre gli altri enti possono acquistare autonomamente solo a condizioni migliorative rispetto ai parametri della convenzione, dandone evidenza negli atti.

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono obbligatori per gli arredi?

Sì. Il rispetto dei CAM per gli arredi per interni è obbligatorio e va richiesto espressamente nel capitolato a pena di non conformità. Affidarsi a un fornitore abilitato che fornisce già prodotti conformi ai CAM e le relative certificazioni riduce il rischio di forniture invalidabili.

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